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Agosto 2011, di nuovo in Russia. Togliattigrad e' una citta' che si affaccia sul fiume Volga, a circa 800 km a est di Mosca: qui ero stato invitato insieme a Massimo Bersani, per tenere dei masterclass e per alcune nostre mostre fotografiche tra cui la presentazione del mio ultimo lavoro "Dream in a Mirror".
Dopo alcuni giorni gli organizzatori ci accompagnarono all'ennesima inaugurazione con autori russi per commentare la mostra ai giornalisti presenti dopo averla visitata. Questa volta, però, il luogo che la ospitava non mi lasciò indifferente come quelli precedenti. Era la sede di un circolo per artisti chiamato "Solaris", in onore di un vecchio film del regista Tarkovski.

In questa catapecchia, oltre allo spazio al piano terra adibito per ospitare mostre ed eventi, vi era un piano soprastante che ospitava gli artisti del circolo: la loro casa, il loro laboratorio, il loro luogo di ispirazione. Questo luogo fatiscente mi incuriosì a tal punto che chiesi agli organizzatori di essere riaccompagnato li': volevo conoscere queste persone, poter parlare con loro, poterle fotografare.
Non era la prima volta che visitavo l'abitazione di artisti in Russia, ma questo luogo era singolare, per me molto diverso da tutti quelli che avevo visto fino a quel momento.

Il giorno successivo ero di nuovo al "Solaris" e fui presentato a tutti gli artisti: erano tutti pittori, parlai a lungo con loro.
Parlai... per modo di dire... nessuno di loro conosceva l'inglese, perciò ci esprimevamo a gesti e con quel misto di parole italiane e inglesi che tutti conoscono senza dover fare alcun corso di lingua. Mi offrirono il loro tè, i loro biscotti e un sacchetto di mele da portare a casa.



 


Come spesso accade in questo Paese, mi guardavano come se fossi venuto da un altro pianeta. Questi artisti vollero addirittura conservare i fogli con cui feci dei disegni per potermi spiegare. Persone umili che viveva in uno stato d'igiene singolare e in povertà, in una baracca che forse non era mai stata pulita.
Ma in quelle stanze maleodoranti aleggiava un qualcosa che mi affascinò, difficile dire cosa esattamente.

Dopo circa un'ora chiesi loro di fare delle fotografie: scattai queste immagini in quell'ultima mezz'ora prima di andarmene. Rappresentano vagamente quell'esperienza, le sensazioni vissute li' dentro con queste persone, che vivevano solo della loro arte, passando le loro giornate a dipingere nella speranza di vendere qualcosa nelle mostre organizzate dal circolo. Prima di andarmene mi fecero anche dei regali, alcuni di essi mi donarono le loro opere. Una di loro mi fece capire questo "Ti regalo questa mio dipinto, così sarò onorata di sapere che una mia opera sarà in Italia".
Così ho voluto, oltre alle mie immagini, pubblicare anche i doni preziosi che da questi artisti ho ricevuto.

Cari amici, credetemi, è stato per me un onore conoscervi... abbiamo tutti quanti così tanto da imparare da voi!



(Giugno 2012)  


Nota tecnica: Tutti gli effetti di movimento e deformazione sono ottenuti durante lo scatto.
 

























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